comedu

... ... non abbiamo tempo, non ho tempo, non avete tempo, non c'è tempo, per ora non posso, troveremo del tempo, ma quanto tempo hai, se hai del tempo ... ...

Milioni di persone senza tempo s'incontrano in milioni di non luoghi senza tempo. Milioni di altri di noi si siedono in riunioni di parole che tolgono tempo, ma sappiamo di non avere tempo.

Anche quando la nostra idea è buona e può far risparmiare tempo, chi ci sta di fronte dice di non avere tempo.

Anche a voi succede quacosa del genere?

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Risposte a questa discussione

C'è tempo e tempo.

Il tempo che dedichiamo al lavoro è sicuramente troppo e mal utilizzato. Per quanto mi riguarda, l'80% delle attività che svolgo in ufficio le potrei svolgere da casa. Per fare un esempio, mi tocca andare in ufficio anche quando ho degli incontri in videoconferenza con dei clienti o se devo tutorare una sessione di Formazione a Distanza :-(

Non capisco perché il telelavoro non riesca a decollare nel nostro paese... Un po' per la sfiducia dei capiufficio, un po' per la necessità di dimostrare agli altri reparti, con la presenza fisica, l'operatività del settore, ci ritroviamo imprigionati per 8-9- 10 ore in posti spesso squallidi (e se qualcuno ha mai visto la periferia industriale di Firenze sa perfettamente a cosa mi riferisco).

Nel lavoro in azienda, la gestione del tempo non dipende da te. E tocca aspettare le congiunture astrali per poter portare a termine dei compiti. Così si hanno momenti di noia mortale e momenti di iperattività, che spesso debordano oltre l'orario standard.

Poi ci sono quelli che ti dicono che "non hanno tempo" o perché non hanno voglia di collaborare con te o perché devon far finta di essere iper-oberati. Così gli entusiasmi si spengono e ritmi diventano lenti, piatti. Oppure tocca portare avanti 5 progetti contemporaneamente... e la qualità ovviamente ne risente :-(

Il tempo che però preferisco è quello libero. Attulamente, la vera risorsa scarsa. il tempo da dedicare a me stesso e alle tante cose che vorrei fare...

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caro stefano,
un mio contributo, al tuo post chiaro e utilissimo per sapere dove siamo, può essere:

il telelavoro è un termine che distrugge l'intelligenza di chi per fare usa strumenti avanzati, come te, per la collaborazione e lo sviluppo di prodotti, anche innovativi. Usare questi strumenti da un bar o da un ufficio non ha differenze. Il controllo che puoi esercitare sul lavoratore è sempre lo stesso: il prodotto realizzato e il tempo di consegna del prodotto, il servizio fornito e il tempo di risposta alla richiesta. Tutto qui!

Da oggi possiamo partire, insieme, per mostrare (in un gruppo comedu) quali professional collaborative tools possono essere impiegati da persone che non hanno competenze tecnologiche avanzate per la fornitura di diversi servizi e la creazione di diversi prodotti. Ci stai?





Stefano Angelo said:
C'è tempo e tempo.

Il tempo che dedichiamo al lavoro è sicuramente troppo e mal utilizzato. Per quanto mi riguarda, l'80% delle attività che svolgo in ufficio le potrei svolgere da casa. Per fare un esempio, mi tocca andare in ufficio anche quando ho degli incontri in videoconferenza con dei clienti o se devo tutorare una sessione di Formazione a Distanza :-(

Non capisco perché il telelavoro non riesca a decollare nel nostro paese... Un po' per la sfiducia dei capiufficio, un po' per la necessità di dimostrare agli altri reparti, con la presenza fisica, l'operatività del settore, ci ritroviamo imprigionati per 8-9- 10 ore in posti spesso squallidi (e se qualcuno ha mai visto la periferia industriale di Firenze sa perfettamente a cosa mi riferisco).

Nel lavoro in azienda, la gestione del tempo non dipende da te. E tocca aspettare le congiunture astrali per poter portare a termine dei compiti. Così si hanno momenti di noia mortale e momenti di iperattività, che spesso debordano oltre l'orario standard.

Poi ci sono quelli che ti dicono che "non hanno tempo" o perché non hanno voglia di collaborare con te o perché devon far finta di essere iper-oberati. Così gli entusiasmi si spengono e ritmi diventano lenti, piatti. Oppure tocca portare avanti 5 progetti contemporaneamente... e la qualità ovviamente ne risente :-(

Il tempo che però preferisco è quello libero. Attulamente, la vera risorsa scarsa. il tempo da dedicare a me stesso e alle tante cose che vorrei fare...

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Ci vuole tempo per fare il tempo (J. Morineau)
La possibilità di poter fare più cose contemporaneamente, di poter reggiungere virtualmente più luoghi, di poter comunicare a distanza con più persone in luoghi diversi, ci ha portato ad "affollare" il nostro tempo. Mi chiedo se la velocità con cui possiamo fare più cose virtualmente a distanza non ci limiti nei rapporti umani che hanno bisogno di un tempo più lento.
Il rapporto spazio-tempo, fondamentale nelle relazioni umane, si è andato trasformando e non sonon sicura che stia andando nella giusta direzione.
Forse si può lavorare meglio, più efficacemente e velocemente, ma questo non va a discapito della bellezza dei contatti umani?
Non so che pensare..

francesco said:
A metà strada fra il serio e il faceto, Francesco, ti dirò che il problema del "tempo" non è proprio uno scherzo. A volte anch'io ho detto (e mi sono detto) di non aver tempo. Ma "per che cosa" o "per chi" non avevo tempo? Non certo per la famiglia o per la scuola: quello si dovrebbe avere (spesso si deve, senza mezzi termini). Più spesso il nempo non si ha per quello che si vorrebbe fare: e questo abbraccia vasti campi. Hobby -magari non uno solo-, sport -necessario tanto quanto il lavoro e l'alimentazione-, ed anche il riposo -altrettanto necessario, forse anche meno delle otto ore di sonno conosigliate. Dimmi tu, ora, come si fa a distribuire equamente il proprio tempo. A qualcosa devi necessariamente rinunciare. E' un problema di scelta, magari sofferta da chi è costretto a scegliere, sicuramente non accettata da chi si sente opporre il diniego con una scusa per lui banale.
Eppure, quante volte abbiamo occupato tempo iscrivendoci all'ultimo social network, aggiornando nel nostro sito personale, leggendo i blog degli amici, le notizie sui quotidiani online...cercando, in ultima analisi di 'star dietro' alle novità? E questo, a ben guardare, 'porta via tempo' ad altre attività non meno importanti. D'altra parte, se ti allontani per un paio di giorni dalla blogosfera o dai social network come questo sul quale io stesso sto scrivendo in questo momento, quanto tempo impieghi per mettereti alla pari? non vorrai mica dirmi che si può tralasciale la lettura di ciò che i membri della community lasciano come traccia del loro passaggio! Sarebbe quasi un'ingiustizia nei loro confronti, meglio non iscriversi e non partecipare, no? E se poi sei iscritto come me a più community, cosa fai? A qualcosa devi togliere diversi minuti, se non ore: e a quale attività lo togli, tu? Io al sonno, allo sport, agli hobby. Non so fino a che punto tutto questo sia positivo.
Rileggiamoci alcune lettere di Seneca sul tempo o sugli 'occupati': alla base sta un'idea attuale, molto attuale: "non disponiamo di poco tempo, ma molto ne perdiamo". Sta a noi decidere quale sia veramente il tempo perso.

(Sperando che chi leggerà queste righe non mi mandi cordialmente a quel paese per la mia prolissità...)

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cara maria luisa
le dimensioni che hai indicato sono fondamentali e richiedono osservazione. Nemmeno io sono sicuro
che la direzione intrapresa sia quella giusta, ma qualcuno ci ha mai permesso di condividere queste nostre vedute al di fuori
del nostro sguardo? In campo educativo, ad esempio, l'ascolto tra gli "addetti" e le regie è vero? Noi riusciamo ad influenzare la gestione del nostro tempo o sono "altri" a darne una direzione, un senso? Le tecnologie sono un problema o è il modo in cui le usiamo ad essere il vero problema?
Non ho ricette, ma voglia di capire meglio.

Grazie per questa prima apertura e lettura che hai dato!

Maria Luisa Chianese said:
Ci vuole tempo per fare il tempo (J. Morineau)
La possibilità di poter fare più cose contemporaneamente, di poter reggiungere virtualmente più luoghi, di poter comunicare a distanza con più persone in luoghi diversi, ci ha portato ad "affollare" il nostro tempo. Mi chiedo se la velocità con cui possiamo fare più cose virtualmente a distanza non ci limiti nei rapporti umani che hanno bisogno di un tempo più lento.
Il rapporto spazio-tempo, fondamentale nelle relazioni umane, si è andato trasformando e non sonon sicura che stia andando nella giusta direzione.
Forse si può lavorare meglio, più efficacemente e velocemente, ma questo non va a discapito della bellezza dei contatti umani?
Non so che pensare..

francesco said:
A metà strada fra il serio e il faceto, Francesco, ti dirò che il problema del "tempo" non è proprio uno scherzo. A volte anch'io ho detto (e mi sono detto) di non aver tempo. Ma "per che cosa" o "per chi" non avevo tempo? Non certo per la famiglia o per la scuola: quello si dovrebbe avere (spesso si deve, senza mezzi termini). Più spesso il nempo non si ha per quello che si vorrebbe fare: e questo abbraccia vasti campi. Hobby -magari non uno solo-, sport -necessario tanto quanto il lavoro e l'alimentazione-, ed anche il riposo -altrettanto necessario, forse anche meno delle otto ore di sonno conosigliate. Dimmi tu, ora, come si fa a distribuire equamente il proprio tempo. A qualcosa devi necessariamente rinunciare. E' un problema di scelta, magari sofferta da chi è costretto a scegliere, sicuramente non accettata da chi si sente opporre il diniego con una scusa per lui banale.
Eppure, quante volte abbiamo occupato tempo iscrivendoci all'ultimo social network, aggiornando nel nostro sito personale, leggendo i blog degli amici, le notizie sui quotidiani online...cercando, in ultima analisi di 'star dietro' alle novità? E questo, a ben guardare, 'porta via tempo' ad altre attività non meno importanti. D'altra parte, se ti allontani per un paio di giorni dalla blogosfera o dai social network come questo sul quale io stesso sto scrivendo in questo momento, quanto tempo impieghi per mettereti alla pari? non vorrai mica dirmi che si può tralasciale la lettura di ciò che i membri della community lasciano come traccia del loro passaggio! Sarebbe quasi un'ingiustizia nei loro confronti, meglio non iscriversi e non partecipare, no? E se poi sei iscritto come me a più community, cosa fai? A qualcosa devi togliere diversi minuti, se non ore: e a quale attività lo togli, tu? Io al sonno, allo sport, agli hobby. Non so fino a che punto tutto questo sia positivo.
Rileggiamoci alcune lettere di Seneca sul tempo o sugli 'occupati': alla base sta un'idea attuale, molto attuale: "non disponiamo di poco tempo, ma molto ne perdiamo". Sta a noi decidere quale sia veramente il tempo perso.

(Sperando che chi leggerà queste righe non mi mandi cordialmente a quel paese per la mia prolissità...)

Rispondi

Si.
Secondo me il problema è che tutti vogliamo tutto.
Vogliamo troppo, vogliamo tutto in questa società post-industriale.
E, finché non ci daremo una calmatina.
Saremo, sempre in preda alla mancanza di tempo.
Ma il vero tempo che secondo me dovremmo cercare.
E' il tempo per noi.
Il resto è sicuramente meno importante.

Secondo me sta diventando un problema mentale, il tempo. Non riusciamo a controllare noi stessi e il nostro tempo.



Comunque è uno degli argomenti al quale penso più spesso.
Il tempo.
Io sono una senza tempo. E ho capito che se anche avessi giornate da 300 ore, ancora non avrei tempo.
E gli altri non hanno tempo. Posso cambiare lavoro, non andare all'uni, non fare sport.. ma ancora non ho tempo.
E' una malattia.
E' come un circolo vizioso, avrò sempre più cose da fare e da vedere.
Io sto cercando una soluzione, a questo problema.

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trovo molto stimolante questa discussione. Proprio in questi giorni mi trovo a casa ammalata e quindi tutto d'un tratto sono stata sbalzata fuori dalla mia serie di cose routinarie da fare, per essere sbalzata improvvisamente ad una dimensione totalmente opposta: il fare nulla.
Questo mi ha permesso, al contrario, (esclusi i giorni in cui la febbre non mi ha permesso neanche ad alzarmi dal letto) di fare cose per cui effettivamente non "perdevo tempo" da tanto tempo (scusate il gioco di parole), come ascoltare mia mamma che mi raccontava come si divertiva lei da bambina o come mi comportavo io quando ero piccola; ancora: leggere articoli di mensili molto lunghi che comincio mille volte senza arrivare mai infondo;stare a guardare il fuoco e leggere le mail.

un'esperienza che mi ha portato e ripensare un po' il mio stile di vita




Marta Mazzucco ha detto:
Si.
Secondo me il problema è che tutti vogliamo tutto.
Vogliamo troppo, vogliamo tutto in questa società post-industriale.
E, finché non ci daremo una calmatina.
Saremo, sempre in preda alla mancanza di tempo.
Ma il vero tempo che secondo me dovremmo cercare.
E' il tempo per noi.
Il resto è sicuramente meno importante.

Secondo me sta diventando un problema mentale, il tempo. Non riusciamo a controllare noi stessi e il nostro tempo.



Comunque è uno degli argomenti al quale penso più spesso.
Il tempo.
Io sono una senza tempo. E ho capito che se anche avessi giornate da 300 ore, ancora non avrei tempo.
E gli altri non hanno tempo. Posso cambiare lavoro, non andare all'uni, non fare sport.. ma ancora non ho tempo.
E' una malattia.
E' come un circolo vizioso, avrò sempre più cose da fare e da vedere.
Io sto cercando una soluzione, a questo problema.

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sta a vedere che questo super mega virus influenzale globale ci farà rinsavire :-)
ciao Elisa, al momento ho 38 e 3 di febbre e concordo al 100% con te ...
mi viene da rimpiangere Bertinotti e la sua campagna sulle 35 ore!
ma non datemi di comunista... non vorrei che Silvio volesse usare il mio letto per le sue "escort"
scusa Francesco per la digressione, non mi picchiare, è la febbre ...
... e dire che appartengo alla generazione che associa la parola "escort" a una vecchia ford.
In questi momenti mi sento come Clint Eastwood in "Gran Torino" ...
... infatti oggi ero a immolarmi per l'e-learning in un'azienda toscana ...
Sinceramente un po' di bacilli li ho lasciati volentieri "a giro"
Grazie Francesco per aver messo il link su youtube a "Le vie del Signore sono finite" ... di pezzetto in pezzetto ho quasi rivisto tutto il film... è ho riscoperto che la battuta su Mussolini "capo stazione" era proprio li! Noi toscani l'associamo erroneamente a Benigni... ma si sa i due erano grandi amici e si citavano spesso.
Sono proprio contento di aver speso questi miei minuti, questo tempo, qui con voi e con Troisi. Domani mi vedrò un suo film, con calma.
Fortunatamente da quando son tornato a esser "precario" ma "felice" ... mi sto riappropriando del mio tempo. E anche questa influenza la sto vivendo in maniera rilassata :-)))
Ciao a tutti
Stefano

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