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La torre e la nuvola: le organizzazioni educative come vivono questi passaggi?

Mark Pesce, nel suo articolo di oggi su masternewmedia - Condivisione Della Conoscenza: Perché E' Il Futuro Delle Organizzaz...

La "torre" del controllo gerarchico e la "nuvola" della collaborazione aperta sono due estremi di un nuovo corso nel quale le organizzazioni devono ancora imparare a muoversi in fretta.

Tutte le organizzazioni si stanno confrontando con due metodologie completamente diverse di organizzazione delle proprie attività: la torre e la nuvola.

* La torre cerca di organizzare ogni cosa in gerarchie, flussi per il controllo delle informazioni, cercando di mantenere la testa del potere al livello più elevato.

* La nuvola non è organizzata formalmente, mette insieme le sue risorse di informazione e non ha un centro di potere. Malgrado le sue ovvie debolezze, la nuvola può trasformare se stessa in un potere formidabile, capace di sopraffare la torre. Per spingere la metafora un po' oltre, la nuvola può diventare una tempesta.


Ma qual'è la dinamica delle organizzazioni in cui viviamo?

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Risposte a questa discussione

continuando le metafore che proponi:
il potere evocativo delle nuvole di etichette (tag cloud)
l'arrocco della torre, una mossa del gioco degli scacchi, dove la gerarchia è fondamentale (non si può fare scacco all'alfiere)

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autentica e significativa continuazione metaforica, grazie Berica


Berica ha detto:
continuando le metafore che proponi:
il potere evocativo delle nuvole di etichette (tag cloud)
l'arrocco della torre, una mossa del gioco degli scacchi, dove la gerarchia è fondamentale (non si può fare scacco all'alfiere)

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Ma che dire quando ci si dovesse accorgere che la nuvola è paradossalmente più consistente della torre? Quando la torre stessa si accorgesse che il suo potere si sviluppa solo in uno "stretto" verticale, mentre la nuvola si estende in un "ampio" orrizzontale ed è capace di "abbracciare", di "avvolgere" più che di sovrastare.
Il Movimento per una Cultura dell'Infanzia non è una scalata in altezza che si impone, ma una liberazione delle coscienze che offre spazi di consapevolezza alla "statura" del bambino, unica vera torre, unico vero potere sociale.

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non ho dubbi sugli spazi di consapevolezza cui mira il movimento per una cultura dell'infanzia. e ringrazio Giovanni per questo suo accenno d'intelligente e profonda analisi.

Giovanni Marchioro ha detto:
Ma che dire quando ci si dovesse accorgere che la nuvola è paradossalmente più consistente della torre? Quando la torre stessa si accorgesse che il suo potere si sviluppa solo in uno "stretto" verticale, mentre la nuvola si estende in un "ampio" orrizzontale ed è capace di "abbracciare", di "avvolgere" più che di sovrastare.
Il Movimento per una Cultura dell'Infanzia non è una scalata in altezza che si impone, ma una liberazione delle coscienze che offre spazi di consapevolezza alla "statura" del bambino, unica vera torre, unico vero potere sociale.

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Come scrisse A. Munari: "I due progetti formativi, pur opponendosi concettualmente, possono di fatto coesistere in una stessa impresa educativa o formativa, è sempre una questione di misura, di un continuum fondamentalmente omogeneo."

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"Tutte le attività" per effetto d’induzioni risultano intrise d’ondulamenti e fluttuazioni… pertanto anche le organizzazioni ineludibilmente “basilarmente” si confrontano e contrastano per prevalenti insite strutturali metodologie che possono apparentemente risultare diverse ma pur sempre funzionali a “poter organizzare” le proprie attività e:
potrebbe incardinarsi l’una sull’induzione “centripeta” della massima razionalità accentrativa “piramidale” (a fissione) rappresentabile nella torre o nel (TIMONE) quanto
l’altra sua contraria ma complementare potrebbe imperniarsi sull’induzione “centrifuga” (della scissione) raffigurabile dalla nuvola (VELA) quale catalizzatrice della connettività emozionale.
Modalità che pur formalmente opponendosi in modo latente e, di fatto, sono sempre storicamente coesistite. La medesima metafora si potrebbe spingere e per isometrismo proporre per estensione anche nell’ambito dei modelli socio politici “organizzativi” iniziando da quelli elettorali. E per metaforica analogia potremmo riscontrare richiamandoci semplicemente ad una barca a vela per così poter paragonare la TORRE al TIMONE quale agente catalizzatore accentratore centripeto che incardina la Governabilità quelle che innestano le dinamiche del MAGGIORITARIO quanto per contro con la VELA per complementarietà richiamare l’effetto della NUVOLA che meglio assolve al compito di poter riprodurre l’induzione centrifuga del PROPORZIONALE. Proprio perché
• La torre (quanto attraverso il TIMONE) si cerca di organizzare ogni cosa in gerarchie - governabilità, flussi per il controllo delle informazioni, cercando di mantenere la testa del potere al livello più elevato.
• La nuvola (con la VELA) non è organizzata formalmente, mette insieme le sue risorse di informazione e non ha un centro di potere. Malgrado le sue intrinseche debolezze, la nuvola può trasformare se stessa in un potere “tempestivo” formidabile, capace di sopraffare la torre.
Quindi, riprendendo in considerazione la barca a vela resta assodato che per risultare un sistema efficiente, dovrebbe possedere in modo funzionale e correttamente allocati nelle opportune sedi ogni suo strumento vela-boma e timone:
Strumenti ai quali per metaforica semplificazione riserveremo al:
• TIMONE la funzione del MAGGIORITARIO giacché meglio “incardina” la “KRAZIA” dell’autorevolezza, della decisionalità e della forza delle istituzioni pertanto, esso ben ne rappresenta la “Ragione” “girando” sull’induzione CENTRIPETA agevola la GOVERNABILITA’ - ed appunto alla
• VELA (nello specifico al BOMA) riserveremo quello dell’induzione – centrifuga PROPORZIONALE che ben ne potrebbe esprimere per complementarietà la RAPPRESENTATIVITA’ (delle sue più diverse contestuali identità) quale il “DEMOS” per raffigurarne al meglio la “Passione” – imperniato sull’induzione CENTRIFUGA distributiva in quanto la stessa induzione dà origine nei fatti ad una multiate d’identità partitiche (Bobbio)
P Attualmente possiamo rilevare la compresenza di questi due formalmente opposti induttori di metodologie organizzative:
• quella gerarchica a torre piramidale della ragione del timoniere e
• quella a nuvola della vela; emozionale sull’espansione delle reti del senso d’appartenenza dove, con l’aumentare dei nodi, le relazioni aumentano in modo esponenziale
Quindi, ognuna di queste scelte tradizionalmente basilari ha i propri costi e i propri vantaggi e proprio perché nessuna ha ancora dimostrato d’essere superire all'altra intrinsecamente ne dimostra lo loro complementarietà in quanto storicamente dimostrato che ciclicamente la nuvola ha potuto talora travolgere e/o distruggere la torre ovvero sopraffare la gerarchia quanto la gerarchia ha sempre dimostrato risultare intenta a giocare sulla dinamica del poter dissipare la nuvola.
Quando or giunti nel terzo millennio non possiamo continuare a permetterci di dissipare inutilmente in continuazione “limitate” energie giocando su limitati e limitanti modelli !!!
Pertanto, dovremmo aver il coraggio di dotarci d’interfacce inedite quanto le nuove tecnologie potrebbero permetterci d’acquisire per farci sinergicamente meglio interagire fra esseri umani con il nostro impareggiabile “fragile” ambiente. Quindi, dovremmo saper meglio incarreggiare queste latenti apparentemente contraria ma pur sempre complementari induzioni per non rischiare di dissipare inutilmente preziose “esauribili” energie: Il Semialterno ha la presunzione di candidarsi e proporsi nel merito quale dinamico dispositivo per sinergicamente far interagire queste due induzioni facendo sì che la reciproca interazione di esse possa avviluppare il miglioramento ricorsivo della crescita in un più fisiologico profittevole modo per organica complementarietà ed aprirci verso un più sicuro e florido divenire! Proprio perché nel 21° secolo le nuove tecnologia e l’informatica con internet possono aiutarci e non farci ripetere gli stessi precedenti madornali errori e collassare! Quindi, non possiamo permetterci di assistere alle medesime crudeltà del compassato quanto lo scorso secolo ci ha inflitto per ritrovarci vittime di sempre nuove cruente imperizie e negligenze frutto di reciproche incomprensioni-contraddizioni giocate su effimeri attributi concettuali di ceto o di razza, ecc. La specie umana ha contribuito a sostanzialmente alternativamente sempre ad oggettivamente auto-distruggersi anziché ricercare soluzioni migliorative e collaborative! Il tempo reclama aperture a nuove inedite creatività che fruttuosamente s’autoalimentino giacché lo stesso studio della creatività ha prodotto una mole immensa di conoscenze d’ogni genere e tipo promotore auto propulsivo modalità alla quale sarà sempre più difficile tarpare le ali a quell’insita umana progressione della creatività! Le nuove tecnologie, robotica, ecc. grazie anche all’open sourcing’ riuscirà ad automatizzare il lavoro ripetitivo entro la metà ed il lavoro quello qualificato entro la fine del XXI° secolo e dal XXII° secolo, per la prima volta nella storia, il lavoro socialmente necessario sarà esclusivamente di tipo creativo… il libero esercizio dell’arbitrio della creatività può liberalizzarsi… la bellezza ci salverà!? L’esercizio della libera creatività sarà ciò che potrà farci fare la differenza rispetto ad ogni altra soluzione di miope cattività?! Giacché la differenza tra il presente e il passato è che ieri la creatività era episodica ed estemporanea a causa della limitata popolazione e delle difficoltà di contatto tra culture diverse, mentre ora è pervasiva, costante e in continua crescita, grazie a una grande popolazione e alla potente spinta allo scambio tecnologico e culturale!
Quindi, il tempo reclama appropriati nuovi paradigmi gestori!... Questo sarà il campo in cui tutte le organizzazioni dovranno misurarsi per imparare come conciliare il potere della nuvola con quello della torre Proprio perché non c'è modo di far lavorare una gerarchia con la nuvola senza che la gerarchia venga modificata dall'esperienza e dalle condizioni dell’ambiente… il semialterno rappresenta il “tao” dispositivo propositivo per ingenerare quel sinergico costruttivo indispensabile fecondo plasma!

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