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Online: il reale incontra il virtuale?

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Online: il reale incontra il virtuale?

Una rubrica sul web e le sue relazioni sociali, con attenzione agli aspetti di formazione e comunicazione. Un punto d'incontro locale e globale.

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Attività più recente: 21 Ott

Benvenuti sulla mia rubrica :)
Questo spazio è nato per parlare assieme della forte commistione tra vita reale e vita online sempre meno virtuale….
Nel corso dei mesi invece ha preso una strada più specifica concentrandosi soprattutto sui social network.
L’idea è di vedere, raccontare, descrivere gli aspetti delle reti sociali (famose e meno famose) legati alla formazione, comunicazione e nuove tecnologie.
L’appuntamento è settimanale e lo spazio (reale, virtuale, temporale..) è aperto a tutti.
Vi saluto con una domanda:
Voi che tipo di social network siete?

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64 Commenti

Silvia Commento da Silvia su 21 Ottobre 2009 a 16:18
Io, ad un bar, in un mare deserto, davanti ad uno schermo, con ventidue persone che giocano a calcio. Una partita molto noiosa. Mentre gli occhi degli altri seguono le immagini tv i miei seguono il video adiacente, dove ventidue cartoon si muovono in maniera ben più atletica, con azioni di gioco entusiasmanti ed io mi distraggo…..
SPORT PRATICATO
Secondo l’ultima indagine multiscopo dell’ISTAT (“I cittadini e il tempo libero”- 2006) in Italia circa 17 milioni di persone praticano sport pari al 30,2% della popolazione.

Gli sport più praticati sono:
1. Ginnastica, aerobica, fitness e cultura fisica: 4 milioni 320 mila praticanti, pari al 25,2% di sportivi
2. Calcio, calcetto: 4 milioni 152 mila praticanti, pari al 24,3% di sportivi
3. Sport acquatici e subacquei: 3 milioni 576 mila praticanti, pari al 20,8%
4. Sport ciclistici: 2 milioni 12 mila praticanti, pari al 11,7%
5. Atletica leggera, footing e jogging: 1 milioni 947 mila praticanti, pari al 11,3%
I motivi prevalenti per i quali viene praticato lo sport in Italia sono:
- passione o piacere (63,8% degli sportivi)
- mantenersi in forma (53,6%)
- svago (50,4%)
- diminuzione dello stress (30,4%)
- possibilità di frequentare altre persone (25%)
ed anche i valori che lo sport trasmette (13,7%), il contatto con la natura (12,7%) e le potenzialità
terapeutiche (11,5%).
Nel confronto con le indagine precedenti si evince però una diminuzione della popolazione sportiva nel suo complesso: i sedentari, infatti, sono passati dal 37,8% del 1995 al 38,4% nel 2000 per arrivare al 41% nel 2006.
SPORT OSSERVATO
Il modo di guardare lo sport è sicuramente cambiato. Dal bordo campo si sposta sempre più alla comoda poltrona. Nei diversi posti del mondo nascono iniziative diverse per ripopolare gli stadi:
- negli Stati Uniti la NFL (l'associazione di squadre del football) ha stipulato un contratto con le televisioni che prevede la blackout rules ovvero il divieto di trasmettere in diretta localmenente nelle città dove non sono stati venduti tutti i biglietti allo stadio se non 8/12 ore dopo l’avvenimento. Lo scarso anno comunque il 96% delle partite sono state trasmesse anche localmente e sole 6 partite del campionato sono state oscurate
- in Inghilterra, a Nottingham sono stati disposti allo stadio dei pupazzi gonfiabili per simulare il tutto esaurito.

In Italia si parla da una parte di stadi vuoti e dall’altra di guerra tra Sky e Mediaset per gli abbonamenti televisivi. In ogni caso allo stadio qualcuno va e sul sito http://www.stadiapostcards.com sono disponibili tutti i dati di affluenza. Ai primi posti per numeri spettatori all’ottava giornata di campionato si torvano:
1. Milan: 191.534 spettatori in 4 giornate pari ad una media di 47.884
2. Inter: 191.301 spettatori in 4 giornate pari ad una media di 47.825
3. Roma: 116.997 spettatori in 3 giornate pari ad una media di 38.999
4. Lazio: 172.212 spettatori in 5 giornate pari ad una media di 34.442
5. Genoa: 122.472 spettatori in 4 giornate pari ad una media di 30.618
Intanto la nazionale italiana l’11 ottobre ha segnato uno share del 32,59% pari a 7.970.000 di telespettatori.

SPORT GIOCATO
Secondo quanto riportato dal Council of Europe i videogiochi:
- sono molto più di uno svago e costituiscono un’attività che arricchisce sia i giovani che gli adulti;
- è l’attività più diffusa su internet e generano un flusso di denaro maggiore del cinema;
- nei prossimi cinque anni i giochi online aumenteranno dieci volte tanto, grazie alla diffusione degli accesi internet a larga banda, delle nuove tecnologie ed applicazioni sui cellulari e al miglioramento degli sviluppi grafici e delle immagini;
- uno su due bambini in Europa giocano tutti i giorni con gioghi on-line o off-line
- gli e-game hanno un ruolo importante nello sviluppo sociale ed intellettuale dell’individuo
In linea con queste indicazioni, i videogiochi stanno entrando nelle classi: a maggio scorso è stato presentato a Strasburgo il rapporto conclusivo del progetto “Games in Schools”, realizzato da European Schoolnet, network di 31 Ministeri dell’Educazione europei. E’ stato dimostrato come l’utilizzo di questi strumenti comporti:
- l’aumento della motivazione degli studenti,
- il miglioramento delle competenze
- la personalizzazione dell’apprendimento

Tutti i risultati di questo studio, nonché le prossime evoluzioni sono disponibili su http://games.eun.org/
Silvia Commento da Silvia su 23 Settembre 2009 a 10:11
PANDEMIA
C’è chi combatte i morbi reali e chi quelli virtuali, ma sempre di contagio si tratta…….
VIRUS INFORMATICO
Un virus informatico è simile ad un virus biologico: si tratta di un piccolo programma, che contiene una sequenza di istruzioni di cui alcune sono deputate alla replicazione dell'intero programma.
Dopo la fase "riproduttiva", i virus informatici iniziano a svolgere attività di varia natura: distruttive e/o di ostruzionismo.
I virus informatici, come quelli biologici, sono pericolosi per la tendenza che hanno a dare delle epidemie.
Si diffondono tramite il trasferimento di files infetti da un computer ad un altro e, cosa ancor più grave, possono attaccare computers collegati fra loro in rete.
I peggior virus di tutti i tempi sono considerati:
1. Morris worm, creato nel 1988 infettò il 10% dei computer connessi in rete. Il creatore ora insegna all’MTI.
2. Concept virus, fu distribuito casualmente nel 1995 con un cd rom fornito da Microsoft, fu il primo ad infettare word.
3. Chernobyl virus (CIH), ha la peculiarità di attivarsi alla ricorrenza del disastro di Chernobil (26 aprile) e cancella l’intero hard disk. Il suo taiwanese inventore attualmente è in carcere.
Tra i primi 10 anche il ben noto ILOVEYOU (quinta posizione) che infettava tutti i pc auto-inviandosi a tutti i contatti in rubrica. Il primo virus creato in Italia fu il virus della pallina (chiamato ping-pong) probabilmente ideato nel 1987 per fini di ricerca da alcuni studenti del politecnico di Torino.

http://www.youtube.com/watch?v=s2q0corHX8o
Per combatterli pochi semplici passi:
- usare e mantenere aggiornato i propri programmi anti-virus e anti-spyware
- non accettare mail con allegati i seguenti tipi di file: exe, com, vbs, pif, scr, bat
- cambiare spesso le password
- mantenere aggiornati i propri software
- seguire le istruzioni per la sicurezza, soprattutto nell’uso della email e del browser.
Il virus è il prodotto di individui che nel crearli e diffonderli commettono reato. Sono generalmente giovani, con un’età tra i 24 e i 33 anni e di genere maschile.
La loro attività alimenta l’industria degli antivirus che li insegue la creazione continua di trojan e worm.
VIRUS BIOLOGICO
I virus sono entità biologiche con caratteristiche di parassita obbligato (…). Possono essere responsabili di malattie in organismi appartenenti a tutti i regni biologici: esistono infatti virus che attaccano batteri (i batteriofagi), funghi, piante e animali, dai meno evoluti all'uomo. I virus non sono in grado di riprodursi, hanno bisogno di un organismo ospitante che finisce per morire. In linea di massima si può dire che una volta subentrato nella cellula il virus modifica i suoi processi metabolici in modo che essi favoriscano la sua produzione. Ciascun virus segue una propria strategia riproduttiva per introdursi e per interagire con la cellula ospitante, una generalizzazione di questi processi sarebbe fuorviante.
Tra di essi si distinguono i virus influenzali che vengono classificati in tre categorie: di tipo A, il principale patogeno umano, associato a epidemie e pandemie, il virus B causa generalmente malattia meno grave del virus di tipo A e il virus C che infetta solo l'uomo ed è poco patogeno.
Con pandemia si definisce una epidemia con diffusione a livello mondiale, nel caso di virus influenzali si tratta di epidemie contro i quali la maggioranza delle persone non ha sviluppato gli anticorpi.
Tra le epidemia più drammatiche dell’ultimo secolo si annoverano:
- la Spagnola, che tra il 1918-20 ha causato venti milioni di morti
- l’Asiatica (1957-58) e l’Hong Kong (1968-69) fecero circa un milione di vittime
- la Sars che da quando è comparsa nel 2002 ha fatto circa un migliaio di morti

http://dailymotion.virgilio.it/video/xa9hmr_grippe-a-le-spot-officiel_news
In questo momento è emergenza per la Suina (il virus HN1). Per prevenirla si consigliano delle semplice azioni di igiene personale:
- Lavare le mani regolarmente e accuratamente con acqua e sapone.
- In caso di tosse o starnuti coprirsi possibilmente la bocca e il naso con un fazzoletto, oppure mettere la mano davanti alla bocca. Dopodiché lavare le mani a fondo con acqua e sapone.
- Utilizzare se possibile fazzoletti di carta e gettarli nella pattumiera dopo l‘uso.
- Limitare il contatto con altre persone se si avvertono i sintomi menzionati sopra, per esempio rimanendo a casa.
no_bajes_la_guardia_lavamanos.pdf
Opuscolo_Pandemia.pdf
La diffusione dei virus influenzali alimenta l’industria farmaceutica che le combatte con la creazione continua di adeguati vaccini.
Silvia Commento da Silvia su 15 Luglio 2009 a 9:33
IL REALE INCOTRA IL VIRTUALE…….. a volte
Ritorno alle origini.
Si disserta sul rapporto tra la vita reale e quella virtuale, tra corpo e mente. E’ un gioco di specchi dove si analizza un fenomeno mentre si è parte dello stesso. L’io virtuale è simile, diverso, vive di vita propria rispetto all’io reale. Ma chi è l’io reale?
Si innestano meccanismi di empatia o antipatia su un linguaggio scritto, formulato con il supporto di immagini e smile e link e suoni e parole e video e……
Ci sono dei nick, dei nomi, dei gruppi, delle individualità che hanno voglia di emergere e ritrovarsi in una collettività fisica: il RADUNO.
Dall’apparenza online si passa al contatto visivo in tre dimensioni.
raduno s. m. [der. di radunare]. – Genericam., il fatto di radunare o, più spesso, di radunarsi in un luogo. In partic., il radunarsi di molte persone, provenienti da parti diverse, in un luogo, per partecipare a una pubblica manifestazione di carattere vario, a festeggiamenti, a competizioni sportive, ecc.: r. dei soci del Club Alpino; r. degli ex bersaglieri, degli ufficiali in congedo; organizzare un r.; partecipare a un r.; il r. è fissato per il 15 prossimo. Analogam.: r. automobilistico, r. ciclomotoristico, r. velico, r. aereo, di automobili, ciclomotori, imbarcazioni, aeromobili per manifestazioni e competizioni sportive o a scopi di propaganda. (www.treccani.it)
Il social network come mezzo per diffondere un raduno ma anche come oggetto stesso del raduno….

http://www.youtube.com/watch?v=Cpsu_My3LgE
Il passaggio dal virtuale al reale come unica regola del gioco…

http://www.youtube.com/watch?v=aLjVb5AZYrE
L’internet show per aumentare la conoscenza e la diffusione dell’online, dal reale al virtuale....

http://www.youtube.com/watch?v=YvWpZasvRqA

Di esempi se ne possono fare tanti, di seri e meno seri… Tante persone escono dal loro pc e si affacciano in ambienti nuovi, con motivazioni ed obiettivi diversi.
La dimensione del contatto è infinita da due a tanti. Mi affascina l’idea del passaggio dall’immaginario (o quasi) al visivo, i meccanismi dell’incontro e del riconoscimento, i punti di contatto e quelli di distacco.

Il raduno è un momento utile? A voi la risposta………………
Silvia Commento da Silvia su 11 Giugno 2009 a 11:47
Grazie Fabio per aver risposto prontamente.
Il concetto che volevo condividere o almeno portare alla vostra attenzione in mezzo alle tabelle è il valore dei giovani.
I giovani come geneticamente 2.0 e già predisposto per il 3.0.
I giovani come nostri interlocutori principali.. come confronto quotidiano.. come idee ed innovazione..
Fabio Novelli Commento da Fabio Novelli su 11 Giugno 2009 a 10:05
Sono completamente d'accordo.
Si vedono emegere poche giovani figure emergenti.
Ad esempio, per qualche nuova apparizione in politica... dobbiamo registratre il ritorno di Ciriaco DeMita che, se non mi sbaglio, è stato eletto al Parlamento Europeo...
saluti a tutti! giovani e meno giovani! fn
Silvia Commento da Silvia su 11 Giugno 2009 a 1:33
(NON) E’ UN PAESE PER VECCHI

Wired Italia, Numero 1 (il primo uscito), Rita Levi Moltacini, 100 anni
Wired Italia, Numero 4 (l’ultimo in edicola), Elserino Piol, 80 anni.
Bilancio demografico

Nel mondo virtuale 2.0, viviamo in un mondo reale 1.0?
Qualcuno sta arrivando….
Cittadini stranieri

Qual è l’età dell’innovazione?
L’invecchiamento della popolazione è legato allo sviluppo delle idee?

Vi ho tediato con numeri e tabelle, il mio dubbio è che siamo davvero un paese di vecchi con sempre gli stessi nomi che girano, fatto di diritti acquisiti…… ed i giovani che dicono?
http://www.youtube.com/watch?v=s7S5r2c1NnI
Silvia Commento da Silvia su 19 Maggio 2009 a 23:57
A PROPOSITO DI…..

www.rsf.org
….Informazione
Prendo spunto da Francesco (in home page) e rilancio l’argomento :).

Si parla tanto di giornali e si parla meno di giornalismo.
20 giornalisti uccisi nel 2009: 1 in Afganistan, 2 a Gaza, 1 in India, 2 in Iraq, 1 in Iran, 1 in Kenia, 1 in Madagascar, 4 in Pakistan, 1 nelle Filippine, 1 in Russia, 2 in Somalia, 2 in Sri Lanka ed 1 in Venezuela
70 giornalisti ammazzati nel 2008….

Ci immergiamo nei nostri discorsi tra virtuale e reale, da come l’online fagocita la stampa, della lotta tra mezzi e trascuriamo il contenuto.
La crisi dell’editoria è una crisi economica e finanziaria in quanto la pubblicità si sposta verso l’online. Le variazioni 2008 in Italia sugli investimenti pubblicitari secondo Enrico Finzi, sociologo e presidente di Astra Ricerche e della TP, sono:
+26% internet
-2,5% quotidiani
+1% free press
-4,7% periodici
+1,4% televisione
+4,2% radio
-6,3% sale cinematografiche
Non sono i lettori a spostarsi ma bensì le risorse (o le risorse si spostano perché si muovono i lettori?)

Il 3 Maggio è stata la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa:
"Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere". (Articolo 19 della Carta Universale dei Diritti Umani)
Secondo alcuni studi la libertà sta diminuendo.
La Freedom House ha pubblicato un’analisi dettagliata relativa al 2008 in cui sostiene che la situazione sta peggiorando a livello globale e non solo negli stati tradizionalmente con regimi autoritari: per la prima volta infatti, Israele, Italia e Honk Kong sono passate dalla categoria Free a quella Partly Free.

Reporter sans frontières è un’altra organizzazione che tratta l’argomento e non ogni anno redige una classifica mondiale dei paesi per liberà di Stampa:
- ai primi tre posti: Islanda (1), Lussemburgo (2), Norvegia (3)
- agli ultimi tre posti: Turkmenistan (171), Corea del Nord (172), Eritrea (173)
- l’Italia è al 44° posto tra Uruguay (43) e Croazia (45).

Con questi ultimi dati vi saluto e vi pongo una domanda: come si potrà sostituire il piacere di sfogliare un quotidiano o una rivista fresca di stampa?
Silvia Commento da Silvia su 26 Aprile 2009 a 17:16
MI HANNO BLOCCATO FACEBOOK!!
La facebook mania dilaga e le aziende corrono ai ripari bloccandone l’accesso.
Le prime in Italia (fonte Tgcom) sono state Poste Italiane, Provincia di Milano, Regione Lombardia, Regione Veneto, Regione Campania e Comune di Napoli ma anche le Università non son da meno. Dalla Puglia alla Lombardia su internet impazzano messaggi di studenti disperati che non riescono più a navigare dai pc dei propri istituti.
Insieme alle richieste di aiuto ci sono anche le soluzioni: con qualche trucco è possibile aggirare proxy, firewall e quant’altro.
Il timore è duplice: da una parte si pensa che facebook e tutti i social network distraggano dalla propria attività, dall’altra si ha paura che tra una battuta e l’altra si possano divulgare informazioni riservate.

Ma non tutti sono d’accordo (… e te pareva...!)
Il MIT e IBM hanno effettuato uno studio Utah-ValueOfSocialNetworks.pdf
sui 2.600 impiegati IBM che correla la redditività pro capite (in termini aziendali) con l’interazione personale sui social network. Chi ha una vita relazionale attiva nei social network genera maggiori profitti. L’indagine dimostra che una rete relazionale aziendale permette il libero scambio tra le persone in termini di contatti (a prescindere dall’inquadramento aziendale) e di contenuti. Insomma il capitale umano è meglio valorizzato.
Molte aziende quindi si “attrezzano” e creano delle social intranet…. Divertente è la leggenda metropolitana (o forse è una storia vera) del fattorino della Bbc che diviene autore televisivo grazie a i commenti, osservazioni, spunte ed idee che aveva pubblicato sul network interno della rete televisiva.

Esiste anche una piattaforma dedicata a questo, è come ning però più specifica per le intranet aziendali: Tamtamy prevede quattro configurazioni:
- One Team, per la gestione delle reti di vendita
- Collective Brain, dedicata al personale interno soprattutto alla formazione e alla comunicazione
- Love Brands, creato per la comunicazione con la propria clientela ed il riscontro sull’affezione al brand
- Media&Events, per gli eventi aziendale e la comunicazione istituzionali

Vi saluto con un ironico video di Riccardo Riande (R@yproduction) che ha spopolato su YOUTUBE (segnalo la versione censurata)…

… e vi pongo (come al solito) un quesito: i social network abbattano davvero le barriere?
Silvia Commento da Silvia su 19 Aprile 2009 a 21:30
CACCIA ALLE STELLE
Internet è un universo in espansione ed i suoi elementi sono: pagine, foto, video, persone, computer.
E’ un insieme di galassie dove mostrare e mostrarsi. E’ il più grande contenitore esistente.
Ma quali sono le sue stelle?

Posso indicarvi quali sono i siti più visitati al mondo, alexa.com riporta classifiche aggiornate con medie ed informazioni dettagliate.
In Italia il sito più visitato è google.it e tra i primi dieci sono presenti anche: Inwind al 7° posto ed Ebay in 8° posizione.

Ci sono altre stelle che stanno approdando e non sono quelle del firmamento ma quelle della celluloide:
- YouTube va ad Hollywood, si parla infatti di un accordo in via di definizione la William Morris Agency che segue alcune delle più quotate star del cinema americano. L’accordo prevede la realizzazione di film e video inediti destinati al canale online;
- Facebook “assieme a Slide, società operante nello sviluppo di software per social network, ha stretto un accordo con Cbs Interactive, E! Entertainment, Comcast e Warner Bros, così che i loro utenti possano scaricare contenuti cinematografici e televisivi a costo zero” (fonte oltrequotidiano.com)
Sempre in tema di stelle vi segnalo italiawebstar.com un progetto dedicato alla promozione dei siti più belli ed interessanti d’Italia: un vero omaggio all’arte e alla creatività italiana.
A questo puntoVi saluto
……. con una news: la galassia facebook continua la sua espansione raggiungendo l’8 aprile scorso i 200 Milioni di utenti attivi nel mondo
……. ed una domanda: qual è la tua Stella di riferimento nel web universo?
Silvia Commento da Silvia su 5 Aprile 2009 a 16:09
LA CULLA DELL’UMANITA’
Parto dall’attualità.
“Tragedia nel mediterraneo: trecento immigrati dispersi” recita Il Tempo martedì 31 marzo ed i maggiori organi di Stampa. In realtà non è noto il numero corretto dei naufraghi, l’unica certezza è che ci sono persone così disperate che salgono in quantità eccessive su improbabili imbarcazioni salpando con condizioni meteo inaccettabili.

In Africa
In Africa si comunica e si comunica soprattutto via cellulare.
Il 90% delle linee telefoniche sono linee mobile, con un incremento di circa il 50% ogni anno. I mercati africani più evoluti hanno raggiunto già il 100%, ma complessivamente la penetrazione è del 31%: ci sono quindi ancora ampi spazi di sviluppo.
Questa forte crescita ha impatto anche su altri settori correlati:
- mobile internet, visto l’esiguità della rete telefonica fissa, gli operatori mobili stanno investendo sulle connessioni 3G/HSPA per fornire servizi di connettività internet a larga banda alla popolazione;
- mobile banking, è un servizio che si sta diffondendo modificando il settore economico sia come accesso alla propria banca ma anche come sistema di pagamento.
(fonte BuddeComm feb-09)
Una curiosità: con 61 milioni di utenti la Nigeria è divenuto il paese con il maggior mercato superando così nella graduatoria il Sud Africa, leader fino a qualche mese fa.
http://en.afrik.com/article15425.html

La penetrazione internet nel mercato africano è comunque ancora molto bassa:
- il 3,4 % della popolazione internet mondiale si trova in Africa
- il 5,6% della popolazione Africana ha una connessione ad internet, mentre la media mondiale è del 23,6%

Fonte: Internet World Stats – www.internetworldstats.com – dec 08

In Europa
L’immigrazione e le politiche sociali.
Quando da più parti in poche ore arrivano informazioni sullo stesso argomento, capisci che quello è un argomento attuale e del prossimo futuro.
Le politiche immigratorie riguardano più fronti e molto aspetti, ne cito alcuni di maggior interesse:
- scuola: la percentuali dei bambini migranti nelle aule sta cambiando ed il 2 aprile scorso il parlamento europeo ha approvato la relazione di Hannu Takkula dove si chiede agli stati membri:
* di evitare di creare scuole simili a ghetti o classi speciali per figli di migranti
* di promuovere una politica dell’istruzione inclusiva
* di prevedere l’insegnamento della lingua madre del paese ospitante
* di introdurre delle ore di lezione nella lingua madre per garantire la continuità culturale
* di inserire nelle scuole insegnanti immigranti
- fondi: l’unione Europea ha creato il programma “Solidarietà e gestione dei flussi migratori” che si attua attraverso l'istituzione di 4 fondi:
* Fondo Europeo per i rifugiati (2008-2013)
* Fondo per le frontiere esterne (2007-2013)
* Fondo europeo per l'integrazione dei cittadini dei paesi terzi (2007-2013)
* Fondo europeo per i rimpatri (2008-2013)
- politiche sociali, direttive, rapporti e relazioni su come gestire i flussi migratori nelle varie nazioni e regioni della comunità europea.

Il tema è vasto.. come l’Africa… Vi saluto segnalando un sito fotografico L’immigrazione africana in Europa
 

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